Le prime 48 ore decidono il resto della causa
Il fermo può durare al massimo 48 ore. Entro questo termine la persona fermata deve essere rilasciata oppure messa a disposizione del giudice con una richiesta di custodia cautelare. Il giudice ha poi altre 24 ore per decidere (art. 248 del Kodeks postępowania karnego, codice di procedura penale). È la finestra stretta in cui nascono i verbali, si decide sulle misure cautelari e di regola si svolge il primo interrogatorio. Per questo il nostro servizio è attivo 24 ore su 24: in queste cause un giorno di ritardo cambia davvero l'esito.
I tuoi diritti come straniero fermato in Polonia
Non dipendono dalla cittadinanza né dal fatto che tu parli polacco. Spettano per legge:
- Interprete gratuito - se non conosci sufficientemente il polacco, hai diritto all'assistenza gratuita di un interprete (art. 72 §1 KPK). Il provvedimento di contestazione degli addebiti, l'atto d'accusa e la decisione che chiude il procedimento ti vengono notificati con la traduzione (art. 72 §3 KPK).
- Avviso al consolato - su tua richiesta, l'ufficio consolare o la rappresentanza diplomatica competente del tuo Paese deve essere informato senza indugio del fermo (art. 612 §2 KPK). Il console non sostituisce il difensore, ma può essere un sostegno importante.
- Informazione sui diritti in una lingua comprensibile - la persona fermata va informata immediatamente dei motivi del fermo e dei diritti che le spettano (art. 244 §2 KPK).
- Diritto al difensore e a contattarlo fin dal momento del fermo.
- Diritto di non rendere dichiarazioni - e di non rispondere a singole domande, senza conseguenze sfavorevoli.
Perché conta il diritto polacco e non quello del tuo Paese
La legge penale polacca si applica a chi commette un fatto vietato sul territorio della Repubblica di Polonia (art. 5 del Kodeks karny, codice penale). La cittadinanza non cambia nulla. È il fraintendimento più frequente nelle cause che riguardano stranieri: le soglie, i termini e le conseguenze che conosci nel tuo Paese qui semplicemente non valgono. Il tasso alcolemico consentito, i limiti di quantità per gli stupefacenti, il catalogo delle pene e il modo di calcolare i termini sono quelli previsti dal diritto polacco - e solo esso è la base della difesa in un procedimento polacco.
Seguiamo le cause esclusivamente in base alle norme vigenti in Polonia. Non prestiamo consulenza sul diritto di altri Paesi.
Posso lasciare la Polonia durante il procedimento?
Dipende dalle misure cautelari applicate. Al posto della custodia cautelare il giudice o il pubblico ministero possono ricorrere a misure non detentive, e sono proprio queste a incidere maggiormente su chi vive all'estero:
- Divieto di lasciare il Paese (art. 277 KPK) - può essere accompagnato dal ritiro del passaporto o di altro documento valido per l'espatrio.
- Cauzione (art. 266 KPK) - una somma versata a garanzia della comparizione; un'alternativa concreta alla custodia.
- Obbligo di presentazione alla Polizia - con l'onere di presentarsi nelle date stabilite.
La revoca o l'attenuazione di queste misure può essere richiesta e le relative decisioni sono impugnabili. Se vivi fuori dalla Polonia, le argomentazioni sulle modalità di partecipazione al procedimento e sulle notifiche vanno preparate a parte.
Che cosa non fare
- Non firmare documenti che non capisci. La firma in calce a un verbale è una prova. Se non c'è un interprete, dillo e chiedilo: è un tuo diritto, non una cortesia dell'autorità.
- Non accettare l'assoggettamento volontario alla pena per "tornare a casa prima". Una condanna ottenuta in questo modo (art. 335 e art. 387 KPK) è una condanna con tutti i suoi effetti, compresa l'iscrizione nel casellario giudiziale, spesso visibile anche fuori dalla Polonia.
- Non rendere dichiarazioni "per chiarire l'equivoco" prima di aver parlato con un difensore.
- Non ignorare una convocazione perché sei già rientrato nel tuo Paese. Il procedimento prosegue e la mancata comparizione può portare a misure più severe.
Come interveniamo
Rispondiamo al telefono a qualsiasi ora, anche di notte e nei fine settimana. Accertiamo a che punto è la causa, quali termini stanno già decorrendo e che cosa si può fare subito. Entriamo nel procedimento come difensori, partecipiamo agli interrogatori e agli atti, chiediamo la revoca o la modifica delle misure cautelari e seguiamo la causa fino alla fine. Assistiamo i clienti in polacco, inglese, francese, tedesco, italiano e spagnolo - sempre sulla base del diritto polacco.
Domande frequenti
Mi hanno fermato in Polonia ma non sono cittadino polacco. Cambia qualcosa?
Non quanto al diritto applicabile. Di un fatto commesso sul territorio polacco si risponde secondo il diritto polacco, a prescindere dalla cittadinanza (art. 5 KK). Cambia invece la pratica: si aggiungono il diritto all'interprete, la possibilità di avvisare il consolato e un rischio concreto di divieto di lasciare il Paese.
Ho diritto a un interprete e devo pagarlo?
L'interprete è gratuito se non conosci sufficientemente il polacco (art. 72 §1 KPK). Gli atti processuali principali ti vengono consegnati con la traduzione.
Per quanto tempo possono trattenermi senza una decisione del giudice?
Al massimo 48 ore dal momento del fermo. Dopodiché devi essere rilasciato oppure messo a disposizione del giudice con richiesta di custodia cautelare; il giudice ha poi 24 ore per notificare il provvedimento (art. 248 KPK).
Posso tornare nel mio Paese prima della fine della causa?
Se non è stato disposto il divieto di lasciare il Paese - sì, ma restano l'obbligo di comparire e quello di indicare un domicilio per le notifiche. Se il divieto è stato disposto, partire senza il consenso dell'autorità viola la misura cautelare e può portare al suo inasprimento.
Una sentenza polacca sarà visibile nel mio Paese?
La condanna finisce nel Krajowy Rejestr Karny (Casellario giudiziale nazionale). Tra gli Stati membri dell'Unione europea le informazioni sulle condanne vengono scambiate, quindi occorre presumere che la sentenza non resterà una questione soltanto polacca.
Posso seguire la causa a distanza vivendo all'estero?
In buona parte sì. Le consulenze si svolgono per telefono e online, e il difensore opera in Polonia sulla base di una procura. La comparizione personale a volte è necessaria - ti avvisiamo per tempo.